:: UNOEBINO ::

 


L’Istituto Psicoanalitico di Formazione e Ricerca "Armando B. Ferrari" si è costituito formalmente nel luglio 2005.

Ha tra le sue finalità quella di favorire l’esplicitazione del lavoro svolto da oltre quindici anni da un gruppo interdisciplinare di psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti e psichiatri, e quella di promuovere ed organizzare iniziative culturali e scientifiche volte al recupero della centralità della dimensione corporea nel lavoro clinico e psicoanalitico.


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CORSO BIENNALE
2015-2016 e 2016-2017

DALL'APPUNTAMENTO ALL' INCONTRO

PRESUPPOSTI
“Abbiamo visto in precedenza come le prime sensazioni abbiano come referente il nostro mondo interno (dimensione verticale) mentre le prime percezioni siano possibili in relazione con il mondo esterno (dimensione orizzontale). La fisicità è il dato iniziale e la mente entra in relazione fin da subito con questo dato-presenza. L’operazione di eclissi dovrebbe permettere alla mente di prendere possesso di questo dato-presenza, di registrarlo nella sua totalità, ma questo non è possibile perché l’essenza della fisicità è irraggiungibile dalla percezione essendo connaturata a questa stessa percezione. La necessità di un’esperienza analitica nasce anche dal dato di fatto di una situazione di tensione e conflitto con se stessi e con il mondo circostante, situazione di tensione data dai limiti che il mondo interno ed esterno pongono sia alla nostra onnipotenza fisica che alla nostra onnipotenza psichica.
L’ipotesi dell’OOC definisce aspetti della relazione analitica:

  • il rapporto che la mente dell’individuo intrattiene con il proprio corpo, con il proprio sentire sensuale, con le emozioni ed infine con i suoi pensieri;
  • il rapporto che l’individuo intrattiene con l’analista all’interno della stessa relazione analitica;
  • e infine le interazioni esistenti tra questi tipi di rapporti”.

A. B. Ferrari, Scritti sulla Relazione Analitica (inedito).

Incontro: usiamo questo termine preso a prestito dal linguaggio comune, per definire quello che secondo noi si svolge fin dal primo contatto fra analista e analizzando. Si tratta per l’analista di disporsi fin da subito in modo da costruire un contesto di esperienza, un contesto relazionale in cui tra i due partecipanti alla relazione analitica si possano mettere le basi e si possano attivare quei processi necessari affinché un Incontro sia possibile: quello tra l’analizzando e se stesso e naturalmente, anche se in modo ogni volta nuovo, tra l’analista e se stesso. E questo riguarda anche quello che potrebbe rimanere un unico contatto, che non darà necessariamente luogo allo svolgersi di un processo analitico.
Un Incontro che il più delle volte è ostacolato, in chi richiede il nostro aiuto, da posture assunte nel tempo allo scopo di evitare il dolore del vivere e che a loro volta producono sofferenza, un Incontro dell’analizzando con quanto già sa di se stesso ma non sa ancora di sapere (che con Ferrari possiamo definire andare per la prima volta verso se stesso), un Incontro dell’analista con quanto si attiva in lui in termini di esperienza di se stesso, di conoscenza, di emozioni, sensazioni e pensieri, nella relazione con ogni singolo analizzando in ogni singola seduta  e nel corso dell’intero svolgersi della relazione analitica, (incontro che con Ferrari definiamo Tornare verso se stesso, nel senso della capacità di rivolgersi continuamente a se stesso, propria dell’analista).

Fin dalle origini della psicanalisi, l’attenzione a ciò che accade tra analista e analizzando durante ogni seduta è stato l’elemento caratterizzante che ha differenziato l’approccio psicoanalitico da qualsiasi altra relazione terapeutica.
Ma è stato Wilfred Bion che ha portato per primo l’attenzione sui processi trasformativi e sulla necessità di interessarsi alle funzioni dell’apparato psichico, piuttosto che alla struttura e ai contenuti, nell’hic et nunc di ogni seduta, piuttosto che a quella che potremmo definire un’archeologia della mente.
Armando Ferrari sviluppandone il pensiero fino a modificare alcuni aspetti centrali della proposta bioniana, ha voluto in modo ancora più attento studiare gli aspetti costitutivi della relazione analitica e delle diverse funzioni che svolgono al suo interno l’analista e l’analizzando, fino a trasformare quello che storicamente è stato l’elemento tecnico portante dell’approccio analitico, l’interpretazione, in quella che egli ha definito: proposizione analitica.

Con questo Corso biennale vorremmo proporre un incontro tra professionisti per riflettere e studiare aspetti dell’ipotesi dell’Oggetto Originario Concreto che costituiscono il fulcro del costituirsi di una relazione analitica ed entrare attraverso la discussione di materiale clinico dei partecipanti all’interno dello svolgersi del processo analitico per approfondire la conoscenza dei fondamentali strumenti che ne costituiscono l’essenza.

Ad esempio, la capacità di formulare una proposizione analitica è totalmente ed esclusivamente affidata alle capacità e all’esperienza dell’analista o è possibile isolare delle invarianti che ne permettano lo studio, l’apprendimento, la trasmissibilità?
E ancora: alla luce dei nuovi presupposti interni alle ipotesi proposte da Ferrari, ci chiediamo: cosa è in relazione con cosa, chi è in relazione con chi, nel contesto della relazione analitica? In che cosa consiste quel fenomeno che ci si presenta come comunicazione tra due individui impegnati all’interno di questa relazione?
E quali sono le caratteristiche necessarie affinché la relazione tra analista e analizzando si differenzi dalle altre comuni relazioni che intratteniamo nel corso del vivere? Quale il linguaggio di cui servirsi?
In questa prospettiva ci chiediamo se ci sono ancora di qualche utilità concetti quali empatia, identificazione, identificazione proiettiva, resistenza, transfert, e altri ancora che hanno costituito il cardine del pensiero psicoanalitico e comepossiamo considerare i concetti di malattia, cura, guarigione, accoglienza, responsabilità.
E anche come possiamo studiare questo particolare modo di essere in relazione, dal momento che ne siamo parte costituiva. Cioè come poter essere al contempo all’interno di qualcosa che vogliamo anche studiare ed anche perfino insegnare? Come essere al contempo partecipanti ed osservatori, dentro, tanto da potere partecipare ai processi trasformativi e fuori, tanto da potere dire circa ciò che andiamo facendo?
Crediamo che il riferirsi ad un concetto di relazione analitica indichi il riferirsi ad una attitudine e ad una modalità di incontro differente da quella che possiamo definire una relazione comune, regolata da modalità di incontro codificate dalla consuetudine culturale e sociale; una modalità di incontro attenta a leggere e decodificare il significato di quanto accade al suo interno per potere diminuire lo stato di sofferenza con l’attivare processi trasformativi.
Con il termine di relazione analitica, dunque ci riferiamo ad un contesto e ad una modalità di incontro, ad un particolare tipo di attenzione e di ascolto, ad una particolare attenzione posta sulle modalità comunicative.

OBBIETTIVI DEL CORSO
Per riflettere sui temi e sui presupposti  fin qui espressi ed approfondirne la conoscenza, il corso si propone di:

  • promuovere una conoscenza articolata delle ipotesi cliniche e teoriche proposte da Armando B. Ferrari.
  • studiarne l’articolazione nel contesto della relazione analitica
  • individuare quelle invarianti che sono  ipotizzate alla base della proposizione analitica
  • conoscere la particolare postura e modalità di ascolto e di intervento atta ad ampliare le potenzialità trasformative di una relazione analitica.

STRUTTURA
Il corso è riservato a professionisti abilitati alla psicoterapia, che siano già impegnati in attività clinica in contesto privato e/o in contesto istituzionale pubblico.
È prevista la partecipazione di studenti e specializzandi in psicoterapia, che non avendo ancora attività clinica da portare alla discussione, potranno partecipare per la parte teorica e come osservatori.
È previsto un numero massimo di 10 – 12 partecipanti. In caso di richieste di numero superiore, verranno costituiti due gruppi di lavoro.
Il corso si articola  in 9 incontri per annualità, da effettuare da ottobre a giugno per ogni annualità
La durata di ogni incontro è di 4 ore, dalle 10 alle 14, nelle date indicate di seguito nel programma.
Per ogni annualità si sono individuate due diverse aree tematiche che delineano ambiti di approfondimento, reciprocamente  integrati:

  • Aspetti fondanti l’ipotesi dell’Oggetto Originario Concreto.
  • Aspetti fondanti della relazione Analitica.

Sarà possibile prevedere seminari extra su temi considerati di particolare interesse nel corso degli incontri, tenuti da persone esperte, anche esterne all’IPFR “A.B. Ferrari”.

METODOLOGIA
La discussione in ogni incontro sarà basata su materiale clinico presentato dai partecipanti, al fine di entrare nel vivo delle modalità cliniche  e teoriche delle ipotesi da noi presentate e verrà anche a questo scopo richiesta ai partecipanti la lettura di testi relativi al tema discusso di volta in volta.
Nel corso del biennio i partecipanti potranno svolgere individualmente o in piccoli gruppi un elaborato scritto su argomenti scelti tra quelli discussi nel corso degli incontri, al fine di creare un’occasione di ulteriore elaborazione personale delle tematiche affrontate.
Gli elaborati potranno anche essere pubblicati a cura dell’IPFR “A.B. Ferrari”. se accettati dalla commissione scientifica dell’Istituto e potrebbero in ogni caso costituire  l’argomento della discussione nel gruppo tra i partecipanti, durante l’ultima giornata del secondo anno del Corso .

COSTI E MODALITÀ DI ISCRIZIONE 
Professionisti abilitati alla psicoterapia:

  • La quota di iscrizione da versare entro il 01/10/2015, è di € 100,00, IVA esclusa.
  • La quota di partecipazione ai primi 9 incontri, da versare entro il 30/10/2015, è di € 450,00 IVA esclusa
  • La quota di partecipazione ai secondi 9 incontri, da versare entro il 31/01/2016, è di € 450,00 IVA esclusa.

Studenti e specializzandi in psicoterapia:

  • La quota per l’iscrizione è di € 100,00, IVA esclusa.
  • La quota di partecipazione ai primi 9 incontri è di € 200,00, IVA esclusa.
  • La quota di partecipazione ai secondi 9 incontri è di € 200,00, IVA esclusa.
  • da versare con le stesse modalità e scadenze previste per i professionisti, di cui sopra.

Le varie quote di ISCRIZIONE E PARTECIPAZIONE dovranno essere versate tramite bonifico bancario con le seguenti coordinate:

Banca Popolare di Sondrio
Bonifico intestato a Istituto Psicoanalitico di Formazione e Ricerca “A.B. Ferrari”
IBAN: IT67 K0569 6032 0800 0004 862X54

I riferimenti di bonifico effettuato dovranno essere inviati alla e-mail dell’Istituto: info@unoebino.it entro le date indicate onde consentire l’organizzazione dei gruppi

ECM
Il corso può essere accreditato a ricevere crediti formativi esclusivamente su richiesta esplicita della maggioranza dei partecipanti. In tal caso andrà versata una quota extra-individuale aggiuntiva di  € 250,00.

Quanto prima verrà indicata la sede in cui si svolgeranno gli incontri.
Per informazioni e chiarimenti scrivere alla e-mail dell’istituto: info@unoebino.it

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PROGRAMMA

PRIMO ANNO

L’IPOTESI
10/10/2015 – F. Romano
L’ipotesi dell’Oggetto Originario Concreto

14/11/2015 - M. Romanini
Dimensione verticale/Dimensione orizzontale

19/12/2015 – S. Tauriello
Identità di genere e mascolinità e femminilità di base

16/1/2016 –P. Bucci
La costellazione edipica

13/2/2016 – A. Panza
I registri di linguaggio

LA RELAZIONE ANALITICA
12/3/2016 – F. Romano
Relazione analitica, relazione comune: la proposizione analitica
La parola nel linguaggio analitico

16/4/2016 – A. Panza
La metafora nel linguaggio analitico
14/5/2016 – F. Romano
Il tempo nella relazione analitica

18/6/2016
Seminario da definire, a cura dei partecipanti al corso.

CONSIDERAZIONI EPISTEMOLOGICHE
15/10/2016 – A. Panza
Le aspettative di cambiamento

12/11/2016 – M. Romanini
La responsabilità anarchica

10/12/2016 - P. Bucci
La coscienza di se stessi

APPLICAZIONI CLINICHE
14/01/2017 F. Romano
Depressione-mania. La proto depressione degli adolescenti.

11/02/2017- F. Romano
Un approccio psicoanalitico all’anoressia-bulimia

11/03/2017 – P. Bucci
La malattia: un’occasione per pensare la vita

15/04/2017 – A. Panza
Oltre la psicosomatica

13/05/2017 – F. Romano
Esperienze analitiche con chi ha soltanto domani

10/06//2017 – D. Radano
Una testimonianza clinica.

 
08/07/2017
Seminario clinico a cura dei partecipanti centrato sulla discussione degli elaborati presentati.

N.B.
Le date, stabilite con ampio anticipo, potranno subire delle variazioni nel corso dello svolgersi delle attività, variazioni che verranno comunicate ai partecipanti in tempo utile.

 

BIBLIOGRAFIA
Bergerone C., Radano D., Tauriello S., (A cura di), Instabili equilibri. Dalla fisicità al pensiero nella relazione analitica, CaFoscarina, Venezia, 2013.
Bion W.R., Il cambiamento catastrofico, La cesura, I seminari brasiliani,
Ferrari A.B., La relazione analitica, sistema o processo?, in Rivista di psicoanalisi,29, 4: 476-496.
Ferrari, A.B., La proposizione analitica, in AA. VV. L’interpretazione psicoanalitica, Roma, Bulzoni.
Ferrari A.B., L’eclissi del corpo, Borla 1992
Ferrari, A.B., Adolescenza: la seconda sfida, Borla, 1994
Ferrari A.B., L’alba del pensiero, Borla 1998.
Ferrari, A.B., Il pulviscolo di Giotto, Franco Angeli, 2005.
Panza A., Romanini M., Tauriello S., (A cura di), Corporeità. L’oggetto Originario Concreto: un’ipotesi psicoanalitica in espansione, CaFoscarina, Venezia, 2009
Romano F., Romanini M., Tauriello S., (a cura di) La metafora nella relazione analitica, Mimesis, Milano, 2007.